Cellulare per bambini? Se non ne possiamo fare a meno, come sceglierlo?

Una generazione smart

I telefoni cellulari sono entrati a far parte della società moderna e l’hanno cambiata tantissimo (in meglio?). Il modo in cui stiamo con gli altri non è più come prima. A tutti noi sarà familiare la scena di un gruppetto di amici che si trovano fisicamente nello stesso posto, tutti persi dentro lo schermo del loro telefono, finendo, di fatto, per scomparire.

Purtroppo il nostro amore per i nostri smartphone sta diventando ossessivo. Ad un certo punto può diventare una vera e propria dipendenza. I nostri figli non ne sono immuni. Un’indagine di Eurispes nel 2012, già 5 anni fa, ha evidenziato l’uso sempre crescente del cellulare da parte dei bambini e soprattutto degli adolescenti. Secondo questo studio, il 40% dei bambini tra 9 e 11 anni ha un telefonino personale e, tra i teenager italiani, solo l’1,2% non ha un cellulare. Quasi uno su dieci ha ricevuto il suo primo telefono prima di compiere 6 anni.

Sembra proprio che i telefonini siano destinati a diventare sempre più “baby-targeted”, si pensi solo che negli Stati Uniti il 75% dei bambini di 4 anni ha un cellulare, una percentuale scioccante, come ha scoperto l’American Academy of Pediatrics.

La risposta dei pediatri italiani

Nel 2014 nel corso del convegno SIPPS, i pediatri italiani hanno lanciato un allarme: l’Italia ha il primato europeo per il numero di telefonini posseduti e gli utenti italiani stanno diventando sempre più giovani.

Il pericolo più grande, spesso ignorato dai genitori, secondo l’esperta di ambiente e bambino Maria Grazia Sapia, sono le onde elettromagnetiche:

“gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti, alcuni legati agli effetti termici: l’interazione di un campo elettromagnetico con un sistema biologico provoca aumento, localizzato, della temperatura” e “quando le esposizioni sono molto intense e prolungate possono superare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule con necrosi dei tessuti”.

Accanto all’aspetto biologico c’è poi quello psicologico, continua la Dott.ssa Sapia,

“Insieme alle altre dipendenze che affliggono la nostra società e specialmente i giovani, quali droga, alcool e fumo, un posto predominante lo ha conquistato la dipendenza da telefonino, con danni gravissimi sullo sviluppo psichico e sociale”.

LA RISPOSTA DEI PEDIATRI ITALIANI

Il Dott. Giuseppe Di Mauro, presidente della SIPPS (Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale), ribadisce che i bambini dovrebbero trascorrere gran parte del loro tempo libero all’aria aperta, in movimento o socializzando con i coetanei. L’uso eccessivo dei telefonini spesso priva il bambino di queste esperienze. La “cellularedipendenza” nei bambini può provocare problemi di concentrazione e memoria, aggressività e disturbi del sonno.

Ed ecco la conclusione del Dott. Di Mauro:

“Ritengo che i bambini non debbano usare il telefono cellulare o, se proprio i genitori non possono fare a meno di dare ai propri figli quest’oggetto, mi auguro che venga utilizzato per pochissimo tempo, evitando di passarci ore ed ore, scambiandosi sms, chattando o navigando: sono numerosi i ragazzi che, pur stando uno vicino all’altro, non si parlano ma continuano a tenere lo sguardo fisso sul telefonino. Se non mettiamo un freno a questo vero e proprio invasione dei cellulari tra i nostri piccoli, le nuove generazioni andranno sempre più verso un vero e proprio isolamento“.

Perché proibire gli smartphone ai bambini?

I telefonini con l’accesso ad internet sono una lama a doppio taglio: da un lato offrono il vantaggio per studiare meglio, dall’altro mettono a rischio l’innocenza dei nostri figli. La marea di contenuti, meglio adatti agli occhi degli adulti, adesso possono essere trovati con facilità dal nostro bambino, anche senza volerlo.

Possono essere una forte distrazione durante le lezioni e anche a casa, con le loro infinite app e giochi.

Dobbiamo anche considerare dei possibili effetti negativi sulla salute dei nostri figli, come ci dicono i pediatri italiani e di cui abbiamo già scritto sopra. Spesso sentiamo anche che le onde elettromagnetiche prodotte dai cellulari sono cancerogene. Questo, possiamo rassenerarvi, è una mezza bufala.

Telefonini sono davvero cancerogeni?

Nel maggio 2011 la IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha pubblicato un press release dove comunicava l’aggiunta dei telefoni cellulari con le loro onde elettromagnetiche nella Categoria 2B, cioè nella lista dei prodotti “possibilmente cancerogeni per l’uomo”. Questa notizia ha scatenato una vera esplosione di titoli scandalistici sui giornali e un allarmismo disinformato.

Prima di andare a buttare nella spazzatura il nostro cellulare andiamo a chiarire cosa voglia dire la definizione di “possibili cancerogeni”. La lista 2B è semplicemente un ampio gruppo di sostanze “sotto osservazione”. Questo vuol dire che le sostanze in questione sono state studiate e gli scienziati non hanno trovato prove concrete sul fatto che esse possano effettivamente causare il cancro negli esseri umani. Sono delle sostanze sulle quali non abbiamo dati certi ed inconfutabili, al contrario dei cancerogeni “probabili” (gruppo 2A) e dei cancerogeni “certi” (gruppo 1).

Per esempio, tra i cosiddetti “possibili cancerogeni” troviamo sottaceti, carta autoricalcante, fumi di benzina, talco, nickel (il materiale contenuto nelle monete di 1 e 2 euro) e…il caffè! 🙂 Non sono certo io a poter escludere la pericolosità dei cellulari e lascio a voi le conclusioni in merito.

E allora perché comprare un telefonino ad un bambino?

Dare uno smartphone in mano ad un bambino sta diventando la normalità. E così, i bambini non più semplicemente vogliono avere un telefonino, adesso ne hanno bisogno. E come possiamo incolparli? Nessuno vuole essere l’unico ragazzo in classe a non averne uno.

Cellulari per bambini

Questa è anche una delle ragioni per le quali i genitori alla fine cedono: perché creare una sensazione di disagio a nostro figlio? Anche lui deve avere un telefonino. Sono meccanismi che sono sempre esistiti e il desiderio di uniformarsi con il comportamento e le abitudini dei compagni di scuola e amici non è certo nato con la tecnologia ed i telefonini.

Ma lasciamo perdere le regole imposte dalla società. Ci sono delle buone ragioni per cui un genitore potrebbe decidersi a comprare un cellulare al proprio figlio:

  • Il fatto di potersi mettere in contatto con il bambino in qualsiasi momento, per qualsiasi emergenza, certamente è un bel modo di stare tranquilli.
  • Uno smartphone è anche uno strumento per lo studio, con l’accesso ad internet e a qualsiasi tipo di informazioni istruttive nella rete.
  • Le numerosissime app offrono molte possibilità di divertimento ma anche di apprendimento e di espressione della propria creatività.
  • Avere un gadget costoso potrebbe far diventare il ragazzo più responsabile e più maturo.

 

Il mio bambino è pronto per un cellulare?

Io personalmente credo che l’età giusta per concedere uno smartphone al bambino sia dopo i 10 anni. I ragazzi di quest’età stanno per diventare quasi adulti e hanno bisogno anche di stare in contatto con i loro amichetti, magari ancora evitando i social (utopia) ma almeno inviando messaggini e telefonando.

Il tuo bambino è pronto per un cellulare?

Possedere un telefono cellulare per un bambino è un modo per sentirsi grande. Crescendo arriva anche le necessità della propria privacy e di una comunicazione costante con i loro amici, compagni di scuola, primi fidanzatini/e, ecc.

Certo, noi siamo cresciuti bene anche senza telefonini ma questa è una questione inutile da dibattere.

Poi, il bambino di quest’età è ormai indipendente e spesso è in giro da solo, quindi avere un cellulare è un modo per far stare più tranquilli anche i genitori che possono contattarlo in qualsiasi momento o possono essere contattati in caso di necessità. Insomma, inutile negare che gli aspetti positivi ci sono.

Allora qual è il miglior cellulare per un bambino?

Non è possibile dire quale sia il miglior telefonino per un bambino visto che i pericoli, a parte quelli ipotetici sulla salute che valgono per qualsiasi età, non vengono dal telefono in sé ma, come in tutte le cose, dipendono da un utilizzo sbagliato e non responsabile.

Purtroppo un utente giovane non è sempre capace di moderarsi autonomamente nell’uso della tecnologia, a pensarci bene non ne siamo poi così capaci nemmeno noi adulti.

Quindi dobbiamo affidarci alle proposte che vengono dalle aziende che operano nel campo dei giocattoli, gadget e prodotti per l’infanzia che, ormai da diversi anni, si sono attivate per riuscire ad offrire degli smartphone su misura per i bambini.

I baby smartphone di Lisciani e di Clementoni

Questi baby smartphone sono dei veri dispositivi Android, ma con un’ area protetta dedicata al bambino, da dove chiamare e inviare messaggi ai numeri abilitati, navigare con browser sicuri e giocare con le app preferite.

Sul mercato italiano al momento troviamo due rappresentanti di questa categoria di smartphone per bambini, prodotti da due colossi dell’industria del giocattolo: Lisciani e Clementoni. Vediamo nei dettagli:

Mio Phone Evolution 6.0 di Lisciani

Mio Phone Evolution 6.0 di Lisciani

Il nuovo smartphone di Lisciani è un ottimo cellulare Android con delle caratteristiche tecniche molto buone per la sua fascia di prezzo. Ci offre infinite possibilità di divertimento ma anche di apprendimento, grazie a tantissime app gratuite sviluppate da Lisciani che possiamo scaricare su Appdattica Store. Anche l’intero catalogo di Google Play Store è a nostra disposizione.

Il sistema di parental control è molto robusto (ma questo si può dire di tutti i dispositivi Lisciani) ed è completo di tutte le impostazioni più importanti: il limite del tempo di gioco, la whitelist di siti web visitabili, la playlist di video Youtube sicuri.

Un livello di sicurezza aggiuntivo è offerto da Firewall 3 Plus, che permette di controllare tutto quello che riguarda la sicurezza telefonica, come permettere le chiamate e gli SMS soltanto da e verso numeri scelti oppure forzare l’utilizzo degli auricolari durante le chiamate.

Mio Phone Evolution 6.0 è anche una specie di GPS tracker. Associando lo smartphone di mamma o papà con l’aiuto di un’app gratuita Geolocal, sarà possibile vedere in ogni momento dove si trova il piccolo proprietario di Mio Phone. Inoltre, si può disegnare un perimetro di sicurezza sulla mappa e, nel caso in cui il bambino dovesse uscire dall’area sicura, il genitore riceverà un messaggio di notifica.

Noi abbiamo avuto modo di provare personalmente Mio Phone Evolution 6.0, qui potete trovare la nostra recensione completa con tanto di foto e screenshot.


ClemPhone 6.0 di Clementoni

Lo smartphone di Clementoni a livello di hardware è del tutto paragonabile al suo concorrente di Lisciani. E’ un buono smartphone che offre delle prestazioni in linea con la sua fascia di prezzo. Il divertimento è assicurato dai tantissimi contenuti liberamente scaricabili sia da Clem Store (un’app store esclusivo di Clementoni) sia da Google Play Store.

Molto divertente il visore VR creato appositamente per ClemPhone, un’ottimo modo per introdurre il bambino alle nuove esperienze tecnologiche.

Il sistema di parental control sviluppato da Clementoni non ha sicuramente niente da invidiare a quello di Lisciani, con tutte le opzioni e impostazioni fondamentali per controllare e limitare le attività del bambino.

E grazie all’app Family System, una specie di applicazione di parental control remoto, possiamo tenere sempre d’occhio gli spostamenti e le attività del bambino, e anche messaggiare ed inviare delle notifiche, insomma, stare sempre in contatto con i membri della nostra famiglia.

Per maggiori dettagli sul nuovo ClemPhone, vi invitiamo a leggere la nostra recensione completa.


Forse sarebbe meglio un cellulare classico, non troppo smart?

Avere l’ultimo modello di smartphone, con uno schermo ad alta definizione, ottime prestazioni, fotocamere capaci di scattare foto impressionanti e una connessione ad internet superveloce, è il sogno di ogni ragazzino.

Ma il nostro bambino ne ha veramente bisogno? A parte il prezzo, spesso proibitivo, un cellulare del genere, sempre a portata di mano, pieno di giochi e contenuti, con infiniti messaggi ai quali rispondere, video da vedere, la nuova hit da ascoltare, potrebbe rivelarsi una distrazione troppo grande per un bambino che finirebbe per esserne completamente assorbito.

Per i bambini più piccoli, forse sarebbe consigliabile un telefonino più classico, senza troppe funzioni, un cellulare che fa quello per cui i telefoni sono stati creati: telefonare ed essere raggiungibili.

Crescendo, i nostri bimbi avranno ancora modo di entrare a far parte della moderna società ossessionata e governata dalla tecnologia ma forse ritardarne l’ingresso potrebbe essere una cosa positiva. Ovviamente non vogliamo che nostro figlio cresca come se vivesse fuori dal tempo ma lo spazio per la fruizione delle tecnologie e del mondo digitale possiamo comunque crearlo a casa, con un computer o un tablet che possiamo, in qualche modo, gestire e controllare meglio.

Se cerchiamo un telefonino per i bimbi più piccoli (a partire da 3 anni di età), è meglio scegliere un cellulare quanto più minimal possibile, con dei grandi bottoni e funzioni semplici, magari senza accesso a internet e senza fotocamera.

Ma a cosa serve un cellulare ad un bambino così piccolo?

Probabilmente a niente ma proprio perché non ha nessuna forma di mero intrattenimento da offrire, un cellulare del genere potrebbe invece, nelle sue funzioni base, tornare utile in caso di necessità.

Poniamo il caso estremo, in cui il nostro bambino si trovi da solo a casa con la tata, o con il nonno e che, malauguratamente, si verifichi un incidente o il nonno abbia un malore. Il nostro bambino, potrà essere in grado di contattarci in modo molto semplice.

Oppure, il bambino è a casa con la tata o con il nonno e non c’è nessun incidente, tutto è a posto e la felicità regna sovrana ma il bambino ha voglia di sentire la mamma. Papà dal lavoro vuole fare una sorpresa al proprio bambino e lo chiama. Insomma, tutto sommato un telefono potrebbe tornare utile anche in tenera età.

I cellulari di questo genere, quasi dimenticati a causa dell’invasione degli smartphone, ormai costano pochissimo e sono certamente molto più duraturi e resistenti rispetto ai dispositivi touchscreen.

Ecco a voi qualche suggerimento d’acquisto per un cellulare per i bambini più piccoli:

bPhone U-10 di Datamatic

bPhone U-10 di Datamatic

Il bPhone è un telefonino dalle dimensioni veramente minuscole, ideato e sviluppato in Italia. Il suo design è stato studiato per facilitarne il più possibile l’utilizzo da parte dei bimbi più piccoli.

BPhone non ha alcun tasto numerico ma usa delle forme colorate, chiare e semplici (un cuore, una stella, un triangolo) per identificare ogni bottone, quindi è perfetto anche per i bimbi che non sanno ancora leggere. C’è anche un tasto per chiamare il 112, utile per rasserenare i genitori più ansiosi.

Questo piccolo e grazioso telefonino permette di chiamare fino a 3 numeri. Telefonare è facilissimo: basta scegliere la figura e schiacciare la nuvoletta verde per far partire la chiamata.

Utile anche la funzione di geolocalizzazione del telefonino. Basta inviare un SMS con la scritta Trova al numero di bPhone e riceveremo subito il link con la posizione approssimativa del dispositivo. Qualche minuto dopo seguirà il secondo messaggio che indicherà il punto esatto dove si trova il nostro bPhone. bPhone sfrutta le tecnologie LBS (che permette di rintracciare il dispositivo sia all’esterno che all’interno grazie alla rete GSM) e GPS (che utilizza i dati inviati dai satelliti e permette di trovare la posizione più precisa).

Molto carino nel design e dalle funzioni molto semplificate, questo telefonino è perfetto per i bimbi a partire da 3 anni di età, ma anche per le persone anziane e con problemi di vista.

Disponibile in tre colori divertenti, Rosso Succo, Giallo Limone e Verde Prato. La scocca di bPhone è fatta di speciali materiali antibatterici. Impressionante anche la durata della batteria che promette di resistere in stand-by ben 14 giorni!


One Touch 20-04G di Alcatel

One Touch 20-04G di Alcatel

Alcatel One Touch è un cellulare evidentemente pensato per gli utenti anziani.

Sul retro del telefono c’è un grande bottone rosso che invia gli SMS e delle chiamate preregistrate con una richiesta d’aiuto a fino a 5 numeri scelti.

Sul lato troviamo un bottone che fa accendere una torcia, una funzione sempre utile.

Grandi bottoni con numeri, piccolo ma molto leggibile schermo a colori, corpo robusto e resistente ne fanno un cellulare perfetto anche per bambini.

La durata della batteria è di almeno una settimana in stand-by. Disponibile anche nella versione bianca e senza la telecamera posteriore.


Nokia 105 di Nokia

Nokia 105 di Nokia

Questo modello di Nokia è caratterizzato da una comoda tastiera di gomma antipolvere e resistente all’acqua, una caratteristica molto utile per un cellulare che dovrà essere utilizzato da un bambino.

E’ dotato di una radio FM, utilizzabile anche senza le auricolari. C’è anche qualche gioco, per non negare al bimbo un po’ di divertimento “vintage”, come Sudoku o Cricket Cup.

Impressionante la durata della batteria: ben 12,5 ore in chiamata e 35 giorni in modalità stand-by.

Disponibile in diverse colorazioni, per chi vorrebbe qualcosa di più allegro dal classico nero.


Meteor TT500 di TTfone

Meteor TT500 di TTfone

Un classico cellulare a conchiglia pensato soprattutto per i nostri nonni, ma molto adatto anche ai bambini. Il suo design a flip è molto comodo perché protegge i tasti e quindi evita le chiamate partite per sbaglio. Inoltre, per rispondere basta semplicemente aprire il cellulare, senza il bisogno di premere alcun bottone.

I tasti sono molto grandi, lo schermo ha caratteri grandi, ogni numero digitato viene scandito ad alta voce. Sul retro del telefonino c’è anche un tasto SOS che invia i messaggi e chiamate per richiedere aiuto fino a 5 numeri scelti.


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